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IMPRESE STORICHE SALERNITANE: ALLA SCOPERTA DELLA MACELLERIA DI ALDO TREZZA

IMPRESE STORICHE SALERNITANE: ALLA SCOPERTA DELLA MACELLERIA DI ALDO TREZZA
  • PublishedGiugno 6, 2024

Iniziamo in nostro viaggio alla scoperta delle imprese storiche salernitane. Quelle imprese che nel corso degli anni hanno saputo evolversi e resistere alle varie crisi economiche, diventando non solo un punto di riferimento per i propri clienti, ma una fonte importante di “memoria storica” delle tante città del salernitano. Ma quali sono queste imprese e come si ottiene questa importante onorificenza? L’ambito premio viene assegnato dalla Camera di Commercio agli imprenditori  – industriali, commerciali, agricoli (compresi i coltivatori diretti) – che abbiano compiuto con le loro attività almeno 35 anni, o, in caso di imprenditori eredi, che l’azienda abbia raggiunto il traguardo di almeno 50 anni di attività. Oltre a ciò, “le imprese – si legge nel regolamento della Camera di Commercio- devono avere la sede principale in provincia di Salerno, devono essere iscritte al registro delle imprese, devono essere in regola con il pagamento del diritto annuale e non aver avuto protesti cambiari”. Una onorificenza, dunque, importante per tutte quelle “imprese salernitane di vecchia data che hanno saputo evolversi attraverso gli anni e fronteggiare la crisi che da tempo attanaglia l’economia locale, uscendo vittoriose”. A battezzare questa nuova rubrica non poteva non essere che uno storico volto della Confesercenti provinciale, attualmente presidente vicario della Confesercenti provinciale di Salerno e presidente della Confesercenti di Cava de’Tirreni. Parliamo, ovviamente, di Aldo Trezza, titolare della omonima e premiata Macelleria, che ha ricevuto il premio “imprese storiche salernitane” nel 2018 ed è a un passo dal tagliare il nastro delle 50 candeline di attività. Aperto, infatti, nel lontano 1976 il suo negozio è da ben 48 anni che assiste i clienti di Via V. Veneto, una delle strade  principali a ridosso del centro storico, e resiste alle difficoltà degli anni e alle varie crisi economiche. Un locale che è un punto d’incontro storico per tanti cavesi e che in 48 anni ha visto i mutamenti commerciali del tempo e la nascita e crescita dell’associazione Confesercenti locale come ci spiega lo stesso Aldo Trezza: “Diciamo che sono una quarantina d’anni. Quando ho aperto, all’epoca, qui non c’era la Confesercenti, c’era solo la l’Ascom Confcommercio. In generale c’era un poco di scontento e la situazione iniziò a cambiare proprio con la venuta della Confesercenti che era una nuova associazione. La Confesercenti, infatti, ha poco più di quarant’anni. Insomma eravamo giovani e siamo ancora giovani, ma molto intraprendenti. Abbiamo sempre cercato di essere vicini alle imprese, ai servizi  del commercio e del turismo per fornire loro tutto il supporto necessario per le politiche attive del lavoro e per la consulenza specializzata”.

Il Presidente di Confesercenti Cava de’Tirreni Aldo Trezza

Durante questi quasi 50 anni di attività quali sono stati i maggiori cambiamenti a cui hai assistito e com’è cambiato il mondo del commercio? “Dal 1976 ad oggi ho visto tantissimi cambiamenti, ci sono state tante trasformazioni. All’epoca prima di aprirsi un’attività commerciale si faceva pratica in bottega e poi dopo qualche si iniziava. Ora, invece, dopo la liberazione delle licenze, chiunque può improvvisarsi commerciante e aprire un negozio senza aver la minima esperienza e la minima idea di come comportarsi con i clienti. Di sicuro la liberazione delle licenze di Bersani e la liberazione degli orari di Berlusconi sono 2 dei momenti di maggiore cambiamento e 2 belle botte per noi commercianti. Sicuramente non sono stati dei momenti piacevoli perchè è vero che probabilmente la liberazione delle licenze era un po’ troppo chiusa, però bisognava fare maggiori sondaggi e analisi di settore  più accurate. Insomma non sarebbe stato difficile, ma in quel momento liberalizzare le licenze poteva essere utile  a Bersani come faceva molto comodo liberalizzare gli orari a Berlusconi. La politica ha altre logiche rispetto al commercio. Diciamo che è un sistema dove fanno gli  imprenditori politici. Però per un commerciante come me, che lavoro da 50 anni e più, perché chiaramente un poco di tirocinio per imparare la mia professione l’ho dovuto fare, è stata una bella botta.  Certo, la licenza poteva sembrare un monopolio, ma non lo era. Semmai era il nostro tfr, la nostra buonuscita dopo tanti anni di lavoro. Ora, invece, se domani mattina decido di chiudere il mio negozio non è che ho un acquirente che mi dà l’avviamento commerciale. Per quale motivo dovrebbe comprarlo se, rispettando tutte le normative sanitarie e amministrative vigenti, può tranquillamente aprire di fronte a me? Quindi io, come tutti i commercianti della mia età, ho preso il mio TFR, mentre i più giovani già sanno che non avranno un euro, di non poter contare, insomma, sull’avviamento commerciale. Noi all’epoca facevamo  affidamento anche su questo”.

Nell’ambito specifico del proprio settore commerciale, invece, quali sono stati i momenti di maggiore difficoltà e quale il momento peggiore in assoluto in tutti questi anni? “Posso tranquillamente dire che di tempeste ne ho vissute davvero tante: dalla mucca pazza , alla peste suina e finendo con l’aviaria, sono state molte le difficoltà che il mio settore commerciale ha dovuto affrontare e superare. Momenti duri, di grande difficoltà che se non si ha una grande passione per il proprio lavoro possono spingere un commerciante ad arrendersi, a mollare. Io per mia fortuna ho sempre avuto una gran voglia di fare e tanta passione per questo lavoro e infatti ancora oggi, che sono un pensionato, sto sempre con molto piacere nella mia attività. Lo faccio con passione e con professionalità. Una cosa che oggi manca un poco nelle attività commerciale, forse anche perché non c’è più la preparazione della bottega. Oltre a queste problematiche specifiche, però, nella mia vita ho vissuto e dovuto affrontare anche altre difficoltà comuni a tutti i commercianti come l’avvento della grande distribuzione, gli anni dei supermercati e dei centri commerciali. Tutte attività che non esistevano neppure quando ho aperto per la prima volta la saracinesca del mio negozio. Insomma ho vissuto tutti i principali cambiamenti del settore commerciale fino ai giorni nostri con l’arrivo dei negozi e della vendita on-line. Un ulteriore problema/sfida non solo per la mia attività, ma per tutti i colleghi commercianti. In questi anni, infatti, grazie alle esperienze maturate come Presidente di Confesercenti di Cava de’Tirreni e come consigliere della Camera di Commercio di Salerno(dal 2011), ho avuto modo di conoscere meglio anche le problematiche dei vari settori commerciali. Per quanto riguarda il periodo peggiore in questi 48 anni, pur essendocene stati diversi, il momento più buio è stato sicuramente il terremoto del 1980. Avevo aperto a febbraio del ‘76 e dopo 4 anni arriva il terremoto. Ero giovane, giovanissimo e fu la prima dura botta.  E’ stato un momento davvero molto brutto non solo commercialmente, ma generale per tutti”.

Un altro momento di grandissima difficoltà è stato sicuramente il periodo del Covid che ha messo in ginocchio tantissime attività commerciali. “Assolutamente, la pandemia è arrivata in momento già di per se di crisi ed è stato il colpo di grazia  insomma. Non ci dimentichiamo di questi anni di pandemia, che nessuno mai avrebbe immaginato e che chiaramente hanno colpito tantissimo noi commercianti. Le attività sono state chiuse per mesi ed hanno dovuto fronteggiare mille difficoltà. E’ stato un momento di grandissima sofferenza per tutti e per tutti i settori commerciali. Ritornare alla normalità e far  riprendere le abitudine di prima è stato ed è ancora difficile. Quando succedono tali sciagure se non tieni effettivamente una grande voglia, una grande passione per la professione che tu fai, non reggi. Per reggere 50 anni, come la mia attività, devi tenere gli ingredienti fondamentali: passione, voglia, soddisfazione che ti dà il cliente e soddisfazione che hai tu personalmente. Perché quando un cliente viene e ti ringrazia per il prodotto e per i consigli che gli hai dato queste sono le  gratificazioni. Sono tutte quelle cose, quelle piccole cose, quegli attestati di stima che, chiaramente non ti riempiono le tasche, ma ti riempiono di gioia sicuramente e ti permettono di fare il proprio lavoro con entusiasmo e professionalità”.

In ultima battuta un consiglio che ti senti di dare ai giovani che oggi vogliono aprirsi un’attività commerciale. “Il primo consiglio è sicuramente quello di non improvvisarsi. Di prendersi il tempo necessario per sviluppare al meglio la sua idea, magari aprire anche un anno più tardi, ma prima conoscere per bene il settore in cui si vuole cimentare. E poi una volta aperto puntare sulla professionalità e fare tutti i passi progressivamente senza cercare scorciatoie o pensare di raccogliere subito i frutti. Bisogna prima seminare bene e poi raccogliere e non fare il contrario pensando di raccogliere tutto subito, perché si rimane senza semina e non si può più andare avanti. Poi un consiglio importante è, naturalmente, quello di iscriversi alla Confesercenti per essere parte di un’associazione sempre pronta a supportare in ogni ambito i propri associati e fornirgli tutte le informazioni e le oppurtinità per il proprio settore. Infine, bisogna sempre dare il massimo, ma non solo delle proprie capacità, ma anche il massimo dei prodotti che può dare al consumatore, senza mai e ribadisco mai, essere scortese nei confronti del cliente perché, sembrerà strano dirlo, ma il tuo datore di lavoro è il cliente”.