Nel 2025 la pressione fiscale ha raggiunto il 43,1%, in crescita rispetto al 42,4% dell’anno precedente, con un picco del 51,4% nel quarto trimestre. Ma il peso delle tasse non è distribuito in modo uniforme.

Le imprese del commercio tradizionale, del turismo e dei servizi operano quotidianamente rispettando obblighi fiscali, contributivi e amministrativi stringenti. Oltre a creare occupazione e garantire servizi di prossimità, sostengono un carico fiscale significativo: circa 4,4 miliardi di euro di imposte locali, che superano gli 8 miliardi includendo l’Irpef.
Al contrario, le grandi piattaforme di e-commerce beneficiano di un sistema di regole meno gravoso e più difficile da controllare. La Digital Service Tax, infatti, genera appena 455 milioni di euro di gettito, evidenziando un divario evidente.
Ne deriva uno squilibrio competitivo crescente tra colossi digitali e microimprese locali, che rischia di compromettere la tenuta del tessuto commerciale urbano. Il digitale rappresenta un’opportunità, ma senza regole più eque e trasparenti la concorrenza perde equilibrio e i territori si impoveriscono.
