FIBA Campania, Demanio marittimo: stretta sui Comuni in ritardo, arrivano i commissari per i PAD
La Giunta regionale, con delibera del 16 aprile 2026, ha definito i criteri per il commissariamento dei Comuni che non hanno ancora approvato i Piani Attuativi di Utilizzazione (PAD) del demanio marittimo, strumenti fondamentali per la gestione delle aree costiere a fini turistico-ricreativi.
Per i Comuni totalmente inadempienti, scatterà il potere sostitutivo pieno: sarà nominato un Commissario ad acta incaricato di redigere e approvare il PAD al posto dell’amministrazione, valorizzando eventuali atti già predisposti.
Diverso il caso dei Comuni che hanno adottato il piano ma non lo hanno ancora approvato in Consiglio: viene concesso un termine aggiuntivo di 60 giorni per chiudere l’iter. Trascorso inutilmente questo periodo, la Regione potrà intervenire limitatamente alla fase di approvazione, senza esercitare poteri sostitutivi durante la proroga.
Per le nomine, in attesa di un elenco dedicato ai PAD, la Regione potrà attingere all’Albo dei Commissari ad acta già attivo per la pianificazione urbanistica comunale, privilegiando profili con esperienza nel demanio marittimo e nella pianificazione costiera.
L’obiettivo è accelerare l’adozione dei piani e garantire una gestione ordinata e sostenibile del litorale.
“Sulla pianificazione del demanio marittimo, dal PUAD alla possibilità di attivare commissari ad acta per i Comuni in ritardo, resta centrale anche il tema dell’adozione e dell’approvazione dei PUA”.
Ciò che interessa alla nostra categoria – dichiara il Presidente regionale di FIBA Confesercenti Campania, Raffaele Esposito è che la politica locale nel rispetto del quadro normativo in evoluzione, non si lasci andare all’alibi del commissariamento ad acta per non decidere sul futuro del proprio comparto demaniale marittimo, spesso composto da famiglie di residenti a reddito unico, ad oggi nonostante i numerosi solleciti inviati negli anni alle amministrazioni costiere, solo con alcuni enti abbiamo potuto presentare osservazioni puntuali a tutela del comparto demaniale marittimo.
Chiediamo che nei 30 o 60 giorni successivi all’adozione del PUA, dove speriamo di vedere anche i dettagli grafici del lavoro preliminare svolto, sia garantita una vera fase di ascolto: un confronto utile alla categoria, ai territori e soprattutto al rispetto del lavoro di chi ha investito una vita nella gestione responsabile del demanio, tutelando ambiente, territorio e contribuendo allo sviluppo del marketing turistico locale.
Il settore balneare – conclude Esposito – rappresenta un elemento fondamentale dell’offerta turistica italiana. Dare certezze, regole chiare e partecipazione significa tutelare imprese, comunità e l’immagine stessa dei nostri litorali.”
